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La Moratti , la Polizia, i politici, i giornalisti: quanto hai bisogno di avere un nemico per scrivere canzoni?
A me fa scrivere il fastidio, la rivalsa. Ma non è una questione di rapporto con l'autorità: io divido semplicemente fra quelli come me e quelli come "Loro". E quelli come loro – a destra o a sinistra - spesso sono al potere. Un tempo il problema era di far venire a galla la verità: oggi la verità è venuta fuori ma a nessuno gliene fotte niente. Così, dopo Italiano Medio e Domani Smetto , con Di Sana Pianta ho voluto dire qualcosa di nuovo alla mia gente. Oggi sono come un impressionista, uno che dipinge ciò che vede.
E cosa vedi?
Vedo una Milano di miliardari e barboni negli stessi locali / in fila per il cesso fatti come dei cani. È Milano che mi ha permesso di essere così trasversale, di essere rispettato nei quartieri popolari come all'Hollywood. Ho visto questa città cambiare davanti ai miei occhi. Quando c'era Vallanzasca gli imprenditori si incontravano nelle bische per riciclare il denaro. Poi si è finiti nelle discoteche: politica, malavita e mondo dello spettacolo. E io ero lì tra gente da centro sociale, estrema destra e Milano-bene, che non si fanno mica meno degli altri.
È davvero un mondo così brutto come lo si dipinge?
Non è brutto, è vero. E il bello di Milano è proprio di poter mettere insieme tutti questi punti di vista, di avere un quadro completo e poi scegliere liberamente che strada prendere.
E il protagonista di Fabrizio Fa Brutto che fa avanti e indietro tra la galera e Corso Como, che strada ha scelto?
Corso Como è dove girano i soldi. Vai lì a far vedere agli altri quanti ne hai, vai lì a brillare. E alla fine ci può anche stare di farsi un po' di galera, se dopo puoi tornar lì a far vedere che hai i soldi, che fai brutto. Ecco come funziona Fabrizio. Dieci giorni fa sono stato fermato con due grammi di marijuana e ora come pena mi tocca una ramanzina del prefetto.
Tu che non hai mai fatto mistero di consumare droghe leggere, non hai paura ddi finire dentro?
Prima o poi capiterà anche a me. Fino a qualche tempo fa andavo in paranoia se incontravo le forze dell'ordine e avevo qualcosa dietro. Oggi ho quasi 35 anni, sono un bravo cittadino e pago da sempre le tasse. Se mi fermano, mi faccio quello che mi danno con la testa alta, sapendo d'essere nel giusto. Ma niente stronzate tipo assistenti sociali. Quelli in giacca e cravatta che coi titoli e le azioni rubano soldi a migliaia di pensionati finiscono ai domiciliari, io per un vasetto di mari a che mi dura un mese, mi becco due mesi. C'è chi è libero di guidare il cayenne bevuto e ammazzare due bambini, io non sono libero di farmi due canne. Se un giorno mi arrestano, farò in modo di usarlo a scopo promozionale, come si fa in America
Come mai sei da sempre così legato alla marijuana e al problema della sue legalizzazione?
La maria mi ha salvato dalla cocaina. Quando arrivò il successo, finii come tutti, nel più classico dei cliché: alcool, bamba e troie. Poi a Milano arrivò la maria e mi fece smettere di consumare tutto il resto: non fa bene, ma fa molto meno male di sostanze legali come alcol e nicotina. Ancora non si è visto uno morto per overdose di maria .
E credi che in Italia possa davvero funzionare la marijuana legalizzata?
La verità è che il giro di malavita che ora ne gestisce il traffico fa comodo allo stato. Ogni politico che alla mattina voglia potersi guardare allo specchio dovrebbe dire come stanno le cose. Certo, poi in Italia abbiamo pure il Papa e la Chiesa, liberalizzare sarebbe un'impresa quasi impossibile. Ma se lo facessimo ad aree, se in Calabria e Sardegna si potesse fumare, nessuno andrebbe più a gelarsi il culo in Olanda. Il sud è il posto ideale per coltivare canapa, porterebbe soldi e turismo a volontà.
Ma pensi che "Loro" ti prendano sul serio?
Solo gli anziani mi guardano come un bambino. E gli anziani possono anche avere trent'anni. Un giorno dimostrerò loro che coi miei valori - e non coi loro dogmi - potrò avere una famiglia, una casa e un figlio. Che crescerà come me, come un uomo libero.
Se il tuo mondo è così solido, perché perdi tempo a rispondere a quelli che ti attaccano, specie i giornalisti cui hai dedicato il tuo ultimo singolo S.N.O.B. (Senza Nessun Obbligo Baciaculistico)?
Con una cattiva recensione puoi distruggere una carriera, ma se fai canzoni d'amore come fai a rispondere a chi ti attacca? Io invece posso, e lo faccio. Il giorno che i Sex Pistols cominciarono a picchiare i giornalisti rifiutando di fare interviste, qualcosa cambiò. Devono a imparare rispetto. Io sono un cane, e mordo.
Federico Dragogna
www.city.it
[27 aprile 2007] home page |
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