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Posi Argento (vero nome Chiara Luzzana), ha da poco terminato la sua tournée a fianco degli «Articolo 31». Lecchese «doc», 19 anni, una determinazione da carro armato, ha scoperto la sua vena rap sei anni fa. Il primo album «Così fan poche» (autoprodotto assieme a Roberto Todeschini) è stato il trampolino di lancio nel panorama musicale contemporaneo.
«Posso dire di essere stata ingaggiata: non mi sono presentata chiedendo di essere inclusa nel loro tour ma, sono stati i «Gemelli diversi» che, avendomi ascoltato, hanno deciso di presentarmi al loro manager». I «Gemelli» hanno infatti voluto includere Posi Argento come gruppo spalla in quattro o cinque date della loro tournée dello scorso anno. E' nata una collaborazione che ha portato Luzzana a essere accolta nell'italianissima famiglia «Spaghetti Funk» che vede gli «Articolo 31» come capostipite e quindi «Gemelli diversi», «Space 1», «Raptus» e quindi Posi Argento. L'ingresso ufficiale nella famiglia è stato decretato dall'inclusione della canzone «Luna park mentale», eseguita assieme agli «Articolo 31», nel loro nuovo album «Perché sì».
«Sono entusiasta dell'esperienza di una tournée vera in giro per l'Italia che, nella maggior parte delle tappe, ha registrato il tutto esaurito nella prevendita. Il passaggio dai due piatti del dj all'esecuzione con un complesso è notevole, per questo mi sento molto carica».
Posi Argento ha già provato a esibirsi di fronte a tremila persone, ma questa volta il tour si svolto nei club: «Abbiamo scartato gli spazi aperti o gli stadi per evitare un'eccessiva dispersione di suono e quindi di resa musicale».
Posi Argento si è esibita come gruppo spalla prima dell'entrata sul palco degli «Articolo 31».


Com'è il tuo contatto con il pubblico? «Spesso è molto critico: di fronte a una platea prevalentemente femminile, il primo impatto da quella parte è di rifiuto. Sul palco, in quel momento, puoi rappresentare più una diretta rivale che una figura di identificazione. Per questo devo puntare tutto sulla mia musica, e solo così riesco a far dimenticare l'urto iniziale e a trovare feeling col pubblico».


Quali progetti hai in cantiere, adesso che il tour è finito? «Con l'inizio dell'estate dovrebbe uscire un mio album e sarò impegnata la metà di luglio e tutto agosto nella sua promozione e nei concerti».


Dunque, niente Festivalbar? «Per quest'anno no. Ma se tutto procederà bene non è escluso che nel 2001 parteciperò alle diverse grandi manifestazioni, dal Festivalbar al Disco per l'estate».


Come hai incominciato la tua attività? «Amo da sempre la musica, quindi mi sono avvicinata al rap. Anche se farlo è difficile, soprattutto a Lecco».


Come mai? «La mentalità è chiusa. Sono molto affezionata alla mia città, al suo lago e alle sue montagne, ma non posso certo dire che Lecco possieda una cultura, soprattutto in campo di musica giovanile. In città ci sono tanti gruppi più o meno consolidati, ma tutti faticano a esprimersi pienamente perché non ci sono spazi per suonare, o in alcuni locali non ci si può presentare con un certo tipo di musica. Sono intenzionata a portare un po' di questo nuovo respiro musicale in città, anche se spesso si trovano più ostacoli che incoraggiamenti».


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