Articolo 31
SENZA FILTRO
Regia: Mimmo Raimondi
Sceneggiatura: Piero Bodrato
Con: J. AX (Alessandro Aleotti), DJ Jad (Vito Perrini), Luciano
Federico, Chiara De Bonis, Augusto Zucchi, Paolo Sassanelli, Space One,
Kay Rush, Cochi Ponzoni
Fotografia: Arnaldo Catinari
Montaggio: Luca M. Gazzolo
Scenografia: Eleonora Ponzoni
Costumi: Francesca Leondeff
Musica: Articolo 31, Gemelli Diversi, Space One, Pooglia Tribe, Le
Iene, Xsense, The Individuals, Raggae National Tiket
Produttore: Umberto Massa, Valerio Bariletti
Produzione: Medusa Film, Kubla Khan
Distribuzione: Medusa Film
Colore - 35mm - Dolby
Italia 2001
La Storia
Lo scenario è la periferia milanese in cui, al ritmo dell’hip hop
italiano, si muove un gruppo di giovani. Nico lavora in un locale
notturno, vive con la madre in un piccolo appartamento e ha un rapporto
difficile con suo padre che sta insieme ad un’altra donna. La sorella
Betty studia a Roma, quando torna a Milano incontra Ray, un dj con cui
inizia una storia d’amore. La loro vita è scandita dalla musica e ma
Nico ha smesso di cantare perchè Mosè, componente del suo gruppo, ha
cominciato a bucarsi. Anche il chitarrista Manu si trova sempre in
situazioni difficili e entra in un pericoloso giro di malavitosi. Nico e
Ray invece incontrano un produttore e scelgono un’altra strada.
L'opinione
SF: sono le iniziali impresse su un ciondolo che Nico porta sempre al
collo. Gli ricorda i tempi in cui cantava con il suo gruppo, i Senza
Filtro. Hanno smesso e vivono alla giornata, con un lavoro precario, in
famiglie disgregate come molti coetanei della periferia. Si sono lasciati
alle spalle la “Milano da bere” degli anni Ottanta. Il sogno del
benessere e dell’opulenza è scomparso per fare largo all’incertezza.
Sono alla ricerca di un’identità che viene dalla musica e dalla piccola
tribù di amici. Così gli Articolo 31, il gruppo italiano che ha scalato
le classifiche, mettono in scena il loro background milanese.
Il
loro è un hip hop (per molti) orecchiabile e leggero. Così leggero da
far storcere il naso ai rappers più radicali. Quelli cresciuti nel centri
sociali che cantano la politica e la rivolta. Gli Articolo 31 invece no,
nei loro testi non c’è spazio per queste cose. Si limitano a rime in
cui abbondano “bere birra, fare tardi e, accidenti, ballare con le tipe
con i vari strusciamenti”. E anche il loro film non va molto oltre.
L’unico elemento in comune con chi li accusa di badare solo alla moneta
è l’antiproibizionismo. La pellicola condanna le droghe pesanti e
mostra invece come quelle leggere fanno parte della vita quotidiana di
molti giovani che sanno farne anche un uso consapevole.
Prodotto da quell’Umberto Massa che ha contribuito al successo di La
capagira di Alessandro Piva, Senza Filtro è una commedia
urbana di scarso spessore che strizza l’occhio al circuito commerciale e
offre un finale che in quanto a buonismo fa inpallidire anche L’ultimo
bacio di Muccino. Gli attori non sono certo eccezionali: l’esordio
alla recitazione di J.AX nei panni di Nico lascia a desiderare ma brilla
in confronto all’inespressività totale di di Dj.Jad nel ruolo di Ray.
Diverte invece Albertino di Radio Deejay, per cui è stata studiata
un’apposita scena: è un pusher anfetaminico che, davanti agli occhi
ammirati dei ragazzi, tira fuori dalla valigetta un ricco campionario di
fumo e marjuana. Il montaggio, che a tratti è quello veloce e sincopato
dei videoclip, segue i ritmi della colonna sonora funky. Il tutto è
studiato per gli stessi diciassettenni che vanno matti per gli Articolo
31.
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