
| 'Senza filtro': gioventù, amore e rap
Scenari spettrali e discoteche demenziali in
questo film ribelle dove convivono le utopie dell'adolescenza e i legami
famigliari. Oh mamma, voglio anch'io la fidanzata: nonostante il ritmo slogato e barricadero, strafottente e videcolippista, Senza filtro, il film con gli Articolo 31, in uscita il 31 (!!) agosto (di cui Kwcinema vi offre in anteprima esclusiva le immagini del backstage), avrebbe potuto tranquillamente, prendere in prestito per il titolo, un po' provocatoriamente, il famoso leitmotiv di Natalino Otto che hanno riportato in vita un paio d'estate fa campionandolo in un loro hit di grande successo. Nico e Ray (J.Ax e D.J.Jad: ovvero gli Articolo 31), si muovono in una tipica prateria suburbana fatta di piazzali spettrali, notturni lattiginosi, semafori deserti e discoteche demenziali dove vive una fauna postmetropolitana che combatte a colpi di allegria e isteria, una vita piena di frustrazioni, ma nell'interno della loro vita famigliare troviamo sogni e bisogni di sempre: una madre delusa e appassita, la gelosia protettiva per una sorella minore e la promessa di un'avventura. L'amicizia stroncata, l'autodistruzione della tossicodipendenza, una rabbia sorda ed endemica, i temi più forti e immortali della ribellione generazionale e della musica giovanile, convivono con un senso molto forte dei legami famigliari e l'utopia adolescenziale di un incontro sentimentale fatale e liberatorio. Qualcosa che, in forme diverse, ma sempre rivelatrici, riappare in continuazione nel nostro cinema quando forme e corpi musicali emergenti incontrano il grande schermo. Da Modugno a Nino D'Angelo, da Celentano a Ligabue |
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